One billion rising

Oggi è San Valentino. Non solo, oggi è V-day. Oggi, questo V-day 2013, Eve Ensler, autrice dei monologhi della vagina, chiama persone in tutte il mondo a scendere in piazza e ballare la “Break the chain” choreography per dire no alla violenza contro le donne.

Nonostante sia un’ottima iniziativa, perché dà voce a quella che è una violenza inaccettabile, e purtroppo sempre troppo presente, mi trovo un po’ a disagio con il messaggio subliminale di questa campagna. I motivi sono vari, ma quello principale è che trovo che la violenza sia rappresentata, una volta di più, dal solo punto di vista femminile e, in questo video soprattutto, da un punto di vista troppo occidentale, troppo drammaticizzato nel cercare di rappresentare l’universalità del fenomeno.  Non sarebbe forse l’ora, in questo V-day 2013, oltre a ballare tutti insieme, di vederci come le persone che siamo? Con i nostri difetti, con le nostre qualità, con la nostra forza reale di potenziale cambiamento. Ma semplicemente, al di là del genere, al di là delle nostre differenze culturali?

Questo video, apparentemente, è quello che invita a fare, e se domani andrete a ballare in piazza (a Bruxelles alle 17h30 si balla alla Place de la Monnaie, a Firenze alle 15 in Piazza della Repubblica e alle 19 in Piazza S. Spirito, a Parigi alle 13 alla gare St Lazare ou alle 14.45 in Place de la Bastille), non ho assolutamente niente in contrario.Vi invito però a riflettere sui rischi del lasciarsi coinvolgere da una campagna mediatica realizzata ad hoc per generare una coscienza, una partecipazione, e la cui durata, la cui efficacia nel tempo ho paura sia sempre un po’ limitata. Tutti i sostegni in video, di attori famosi quali Robert Redford (clicca qui) o Charlize Theron (clicca qui), di personalità della comunità europea quali Urlike Lunacek (clicca qui) ed altri che potete trovare qui, chiamano a ribellarsi e andare a ballare per dire no alla violenza. Ma non illudiamoci, andare a ballare domani non è abbastanza. Per cambiare, per eliminare realmente questa violenza, servono riforme profonde all’interno delle nostre società, dialoghi, educazione, ascolto. Balliamo, se questo ci apre il cuore e lo spirito, e ci dà l’energia necessaria a questi cambiamenti, ma, se balliamo, forse potremmo anche investirci, noi, le nostre azioni di tutti i giorni, ed impegnarci nel quotidiano per mettere in atto questa rivoluzione.

Questa voce è stata scritta da nerinacocchi e pubblicata il febbraio 13, 2013 su 11:20 pm. È archiviata in Italiano con tag , , , , , . Aggiungi il permalink ai segnalibri. Segui tutti i commenti qui con il feed RSS di questo articolo.

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