Avvicinandosi al 25 novembre

Spesso, durante il processo creativo di Ni una más, dall’inizio della riscrittura con Mia, ad ora, nel vivo di una riflessione accompagnata da una pratica artistica e tanti incontri, mi ritrovo senza fiato, sospesa a mezz’aria, nell’immmensità della problematica. Che in realtà si estende ben più in là che la problematica del femminicidio e della violenza sulle donne.

Questo essere sospesa a mezz’aria è come la realizzazione di un malessere profondo. Sociale. Mondiale. Culturale. Economico. Politico. Personale.
In cui uno spettacolo ha un potere limitato, come un’isola di pace, di respiro, di libertà di espressione e di movimento. In un mondo molto vasto, molto variegato, molto poliedrico, autodistruttivo.

Perché purtroppo, poco a poco, o sospensione dopo sospensione, comincio a capire che il mio desiderio di cambiare la realtà ha bisogno di tempo, di cooperazione. Di un’unione che, almeno nella società in cui vivo, non esiste. Troppe voci separate, troppe tensioni. Troppa teoria, troppa pratica. Troppa separazione tra le due. Troppe volontà di portare avanti un’agenda individuale, e non un progetto comune.

In questi momenti di sospensione, mi sento piccola. Mi sento piccola davanti a un fenomeno che era presente millenni prima della mia nascita, e che, in modo diverso, è ancora presente oggi. Un fenomeno che io posso cambiare nel piccolo della mia esistenza. E che vorrei aiutare a cambiare nel piccolo di esistenze di altri ed altre.

“Un passo alla volta”, dice Cesca in “Ni una más”. Un passo alla volta, anche nel mio piccolo.

Un passo alla volta, ci avviciniamo al 25 novembre,  giornata internazionale per l’eliminazione della violenza contro le donne. In quest’occasione, ci saranno vari eventi in tutta Italia e nel resto del mondo. A Milano, sono apparse questo fine settimana le scarpe rosse dell’artista messicana Elina Chauvet. Serena Dandini presenta “Ferite a morte”, uno spettacolo intorno al femminicidio, alle tre serate evento a sostegno della Convenzione NO MORE! a fine novembre. A Bologna, ci sarà il convegno “Abbandonare la violenza” presso la Regione il 22 novembre. In questo contesto, mi piacerebbe vedere in più degli eventi, un’apertura. L’apertura in cui abbiamo creato “Ni una más”. Un’apertura che sappia unire e far confrontare. Perché è solo attraverso il confronto, la rimessa in questione di chi noi siamo, di come agiamo, che possiamo davvero arrivare a zero vittime.

Questa voce è stata scritta da nerinacocchi e pubblicata il novembre 18, 2012 su 9:39 pm. È archiviata in Interviste, Italiano, note di regia con tag , , , , , , , , . Aggiungi il permalink ai segnalibri. Segui tutti i commenti qui con il feed RSS di questo articolo.

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